NEVE: sta per tornare, potrà caderne quasi un metro, ecco Dove
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Il quadro meteorologico sull’Italia continua a essere dominato da una marcata instabilità, causata dal continuo transito di perturbazioni atlantiche che stanno interessando soprattutto le regioni settentrionali. Le Alpi si confermano l’area più colpita, con nevicate abbondanti e persistenti che stanno accumulando quantitativi di neve decisamente rilevanti per il periodo.
Nei prossimi giorni la situazione resterà dinamica. Già mercoledì 4 è atteso l’arrivo di un nuovo fronte perturbato che porterà precipitazioni diffuse. La neve cadrà a partire dagli 800/900 metri sulle Alpi, con accumuli fino a 30–40 cm, in particolare sui settori orientali e sul Triveneto, dove l’apporto di aria umida favorirà nevicate intense e continue. Fenomeni nevosi sono previsti anche lungo l’Appennino settentrionale e centrale, con quota neve compresa tra i 1000 e i 1200 metri, localmente più in basso durante le fasi più intense delle precipitazioni.
Giovedì 5 si aprirà una breve fase di relativa tregua, con un temporaneo miglioramento del tempo e qualche schiarita, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali. Tuttavia, questa pausa sarà di breve durata. A partire da venerdì 6, infatti, una nuova e più organizzata perturbazione farà nuovamente il suo ingresso sul Mediterraneo, portando ulteriori precipitazioni e nuove nevicate abbondanti. In una prima fase la neve interesserà le Alpi occidentali, per poi estendersi rapidamente anche a quelle orientali, con altri 20–30 cm di accumulo.
L’afflusso di correnti meridionali, associate allo Scirocco, determinerà un lieve rialzo della quota neve, che si porterà intorno ai 900/1000 metri sulle Alpi e oltre i 1200/1300 metri sull’Appennino. Nonostante ciò, entro il fine settimana, su molte località alpine si potrà arrivare a sfiorare il metro di neve fresca complessiva, sommando gli eventi successivi.
Una situazione che, se da un lato rappresenta una risorsa importante per le riserve idriche e per il comparto turistico invernale, dall’altro comporta un deciso aumento del rischio valanghe. Le autorità raccomandano quindi la massima prudenza in montagna, evitando escursioni fuori pista e prestando attenzione ai bollettini della neve.
Stefano Ghetti
Dir.Resp.MeteoRubiera


Il quadro meteorologico sull’Italia continua a essere dominato da una marcata instabilità, causata dal continuo transito di perturbazioni atlantiche che stanno interessando soprattutto le regioni settentrionali. Le Alpi si confermano l’area più colpita, con nevicate abbondanti e persistenti che stanno accumulando quantitativi di neve decisamente rilevanti per il periodo.